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Base di partenza: configurazione package.json in stile LibrePM
Questa guida spiega come usare una configurazione npm + Electron + Vite + electron-builder simile a quella del progetto LibrePM per creare nuove applicazioni desktop che:
.deb installabili su Debian/Ubuntu e derivate in modo ordinato.jar, binari, template, file statici o altri asset di runtimeL’obiettivo non è solo “far partire Electron”, ma usare una struttura replicabile per nuovi progetti con una pipeline di build pulita, comprensibile e pronta per crescere.
Il package.json di LibrePM implementa una pipeline molto concreta:
AppImage, snap e deb (è possibile il flatpak ma non è molto stabile)desktop, utile per il file .desktop così da permettere l'inserimento di icone e altri oggetti utili alla buildgradlew bootJar, poi il frontend Vite, poi il packaging ElectronIn pratica è una soluzione ideale quando vuoi costruire una desktop app npm-based ma con capacità più enterprise rispetto a una semplice web app.
Di seguito i punti più importanti della configurazione di partenza e il loro significato operativo
{
"name": "nometuaapp-desktop",
"version": "0.1.0",
"description": "NomeTuaApp - Descrizione",
"type": "module",
"main": "electron/main.cjs"
}
name influenza il nome tecnico del pacchettoversion viene usata anche negli artefatti prodottidescription aiuta packaging e identificazionetype: “module” abilita l’uso di ESM nel progetto Node lato toolingmain indica l’entrypoint Electron principale
In questa configurazione il progetto usa ESM a livello package ma il processo principale Electron è in CommonJS con file .cjs
È una scelta pratica e sensata quando vuoi:
"scripts": {
"dev": "concurrently -k \"vite --host 127.0.0.1\" \"wait-on http://127.0.0.1:5173 && electron .\"",
"dev:renderer": "vite",
"dev:electron": "wait-on http://localhost:5173 && electron .",
"build": "vite build",
"dist": "cd .. && ./gradlew bootJar && cd desktop && vite build && electron-builder",
"preview": "vite preview"
}
dev avvia frontend Vite ed Electron insiemewait-on evita che Electron parta prima che il renderer sia disponibilebuild produce solo il bundle frontenddist esegue la pipeline completa:Per nuove app puoi mantenere lo stesso schema anche se:
Ti basta sostituire la parte centrale della pipeline Ad esempio:
"dist": "vite build && electron-builder"
oppure
"dist": "npm run build:backend && vite build && electron-builder"
Usa questa struttura quando vuoi realizzare:
Non è invece la scelta più leggera se vuoi solo:
Una struttura chiara per replicare questa configurazione è la seguente
my-app/
├─ desktop/
│ ├─ electron/
│ │ ├─ main.cjs
│ │ └─ preload.cjs
│ ├─ src/
│ │ ├─ assets/
│ │ │ ├─ icon.png
│ │ │ ├─ icon.ico
│ │ │ └─ icon.icns
│ │ ├─ App.jsx
│ │ └─ main.jsx
│ ├─ dist/
│ ├─ dist-electron/
│ ├─ index.html
│ ├─ package.json
│ └─ vite.config.js
├─ backend/
│ └─ ... eventuale backend
└─ build/
└─ libs/
└─ my-backend.jar
Nel caso di LibrePM, la cartella desktop/ vive dentro un progetto più grande e la build desktop pesca il backend da:
"from": "../build/libs"
Questa è una soluzione ottima per applicazioni ibride in cui il pacchetto desktop deve incorporare un backend compilato altrove.
Nel progetto di partenza sono presenti React, i18n, Bootstrap, charting, drag and drop, datepicker, gantt e altri componenti di UI Per nuove app non devi copiarle tutte: devi selezionare solo ciò che serve.
npm install -D electron electron-builder vite @vitejs/plugin-react concurrently wait-on npm install react react-dom
Aggiungi poi solo i pacchetti necessari per la tua UI.
const { app, BrowserWindow } = require('electron')
const path = require('path')
const isDev = !app.isPackaged
function createWindow() {
const win = new BrowserWindow({
width: 1400,
height: 900,
webPreferences: {
preload: path.join(__dirname, 'preload.cjs'),
contextIsolation: true,
nodeIntegration: false
}
})
if (isDev) {
win.loadURL('http://127.0.0.1:5173')
} else {
win.loadFile(path.join(__dirname, '../dist/index.html'))
}
}
app.whenReady().then(() => {
createWindow()
app.on('activate', () => {
if (BrowserWindow.getAllWindows().length === 0) createWindow()
})
})
app.on('window-all-closed', () => {
if (process.platform !== 'darwin') app.quit()
})
const { contextBridge } = require('electron')
contextBridge.exposeInMainWorld('desktopAPI', {
ping: () => 'pong'
})
import React from 'react'
import ReactDOM from 'react-dom/client'
import App from './App'
ReactDOM.createRoot(document.getElementById('root')).render(
<React.StrictMode>
<App />
</React.StrictMode>
)
export default function App() {
return (
<main style={{ padding: 24, fontFamily: 'sans-serif' }}>
<h1>Nuova app desktop npm</h1>
<p>Base pronta per Electron + Vite + build .deb</p>
</main>
)
}
se si è ferrati, è possibile usare TypeScript (che io personalmente conosco meno) è un modo più stabile di usare JavaScript (file .jsx) ma vale solo per progetti che diventano troppo grandi. In LibrePM l'uso del framework React, mi ha permesso di usare diversi workaround rispetto JavaScript e quindi sono riuscito comunque ad essere efficiente.
Questo esempio conserva la filosofia della configurazione analizzata, ma la rende più didattica e riutilizzabile
{
"name": "my-desktop-app",
"version": "0.1.0",
"description": "My Desktop App",
"author": {
"name": "Nome Cognome",
"email": "nome@example.com"
},
"type": "module",
"main": "electron/main.cjs",
"scripts": {
"dev": "concurrently -k \"vite --host 127.0.0.1\" \"wait-on http://127.0.0.1:5173 && electron .\"",
"build": "vite build",
"dist": "vite build && electron-builder",
"preview": "vite preview"
},
"dependencies": {
"react": "^18.3.1",
"react-dom": "^18.3.1"
},
"devDependencies": {
"@vitejs/plugin-react": "^4.3.1",
"concurrently": "^8.2.2",
"electron": "^32.3.3",
"electron-builder": "^25.0.5",
"vite": "^5.4.2",
"wait-on": "^7.2.0"
},
"build": {
"appId": "com.example.myapp",
"productName": "MyApp",
"directories": {
"output": "dist-electron"
},
"files": [
"dist/**/*",
"electron/**/*"
],
"extraResources": [],
"mac": {
"category": "public.app-category.productivity",
"icon": "src/assets/icon.icns",
"target": [
{
"target": "dmg",
"arch": ["x64", "arm64"]
}
]
},
"win": {
"icon": "src/assets/icon.ico",
"target": [
{
"target": "nsis",
"arch": ["x64"]
}
]
},
"nsis": {
"oneClick": false,
"allowToChangeInstallationDirectory": true,
"createDesktopShortcut": true,
"createStartMenuShortcut": true,
"shortcutName": "MyApp",
"artifactName": "MyApp-Setup-${version}.${ext}"
},
"linux": {
"icon": "src/assets/icon.png",
"category": "Office",
"target": [
"AppImage",
"snap",
"deb"
]
}
}
}
Per ottenere un .deb corretto, i blocchi più importanti sono questi
"directories": {
"output": "dist-electron"
},
"files": [
"dist/**/*",
"electron/**/*"
],
"linux": {
"icon": "src/assets/icon.png",
"category": "Office",
"target": [
"AppImage",
"snap",
"deb"
],
"desktop": {
"Icon": "/usr/share/icons/hicolor/1080x1080/apps/librepm-desktop.png"
}
}
Definisce dove verranno generati gli artefatti finali
Specifica cosa entra nel pacchetto applicativo
Se dimentichi dist//*, il processo principale può mancare
, la UI buildata non entra nel pacchetto
Se dimentichi electron//*
Se inserisci deb, electron-builder produrrà anche il pacchetto Debian
Se non lo specifichi, i target di default su Linux non coincidono necessariamente con ciò che vuoi distribuire
Serve per l’icona dell’app nei pacchetti Linux
Permette di personalizzare il file .desktop
Nel caso analizzato viene forzata una chiave Icon con un path assoluto nel filesystem Linux installato
La configurazione è valida perché segue quattro regole fondamentali
Il frontend viene compilato prima del packaging
Senza vite build, Electron non avrebbe i file statici finali da impacchettare.
Il main process Electron è incluso tra i file del pacchetto
electron//* incluso
garantisce che il bootstrap desktop venga distribuito.
==== Regola 3 ====
I target Linux sono dichiarati esplicitamente
Avere deb nel blocco linux.target evita ambiguità e rende la pipeline coerente con l’obiettivo di distribuzione Debian.
==== Regola 4 ====
Le risorse aggiuntive possono essere incluse
extraResources consente di trasportare nel pacchetto file che non fanno parte del bundle frontend, ad esempio un .jar.
===== 12. Come includere backend, eseguibili o asset con extraResources =====
Il progetto di partenza usa:
<code json>
“extraResources”: [
{
“from”: “../build/libs”,
“to”: “backend-libs”,
“filter”: [“*.jar”, “!*-plain.jar”]
}
]
</code>
==== Quando usare questo approccio ====
Usa extraResources quando devi includere nel pacchetto finale:
* backend Java (o diverso da Java) compilato
* template documentali
* binari nativi
* modelli ML locali
* database seed
* configurazioni di runtime
* licenze o file di supporto
==== Vantaggio pratico ====
In questo modo non stai “simulando” il backend lato frontend, ma stai distribuendo una vera applicazione desktop composta da più parti.
==== Esempio riutilizzabile per una nuova app ====
<code json>
“extraResources”: [
{
“from”: “./runtime”,
“to”: “runtime”,
“filter”: [“/*”]
}
]
</code>
===== 13. Come leggere le risorse extra a runtime =====
Quando l’app è impacchettata, i file extra non vanno cercati come in sviluppo.
Conviene usare preload.cjsprocess.resourcesPath.
Esempio lato main process
<code js>
const path = require('path')
const { app } = require('electron')
function getBackendJarPath() {
if (app.isPackaged) {
return path.join(process.resourcesPath, 'backend-libs', 'my-backend.jar')
}
return path.join(dirname, '../../build/libs/my-backend.jar')
}
</code>
Questa distinzione è essenziale per non rompere il .deb installato.
===== 14. linux.desktop.Icon e perché va trattato con attenzione =====
Nel package analizzato compare:
<code json>
“desktop”: {
“Icon”: “/usr/share/icons/hicolor/1080×1080/apps/librepm-desktop.png”
}
</code>
==== Cosa significa ====
Si sta dicendo al file .desktop quale icona usare dopo l’installazione del pacchetto.
==== Buona pratica operativa ====
Quando replichi questo pattern su una nuova app, devi mantenere coerenza tra:
* nome del pacchetto
* nome dell’icona installata
* path indicato nella chiave Icon
* asset realmente presenti nel pacchetto finale
==== Regola fondamentale ====
Non copiare il path dell’icona “così com’è” da un progetto all’altro
Devi sempre verificare che il pacchetto generato installi davvero quel file in quel percorso.
==== Come verificarlo ====
Dopo la build:
<code bash>
dpkg -c dist-electron/*.deb | grep -i icon
</code>
Se il path reale non coincide con quello del file .desktop, il pacchetto può installarsi ma mostrare icona mancante nel menu di sistema.
===== 15. Comando completo di distribuzione =====
Nel caso analizzato la build è:
<code json>
“dist”: “cd .. && ./gradlew bootJar && cd desktop && vite build && electron-builder”
</code>
==== Interpretazione ====
1. esce dalla cartella desktop
2. costruisce il backend Spring Boot
3. rientra in desktop
4. builda il frontend
5. genera gli installer
==== Variante consigliata per nuovi progetti solo npm ====
<code json>
“dist”: “vite build && electron-builder”
</code>
==== Variante con backend Node locale ====
<code json>
“dist”: “npm run build:backend && vite build && electron-builder”
</code>
===== 16. Vite ed Electron insieme: regola architetturale corretta =====
Nel flusso di sviluppo:
* Vite serve la UI da http://127.0.0.1:5173
* Electron apre quell’URL in dev
* in produzione Electron carica invece dist/index.html
Questo pattern è corretto perché separa bene:
* esperienza di sviluppo
* bundle di produzione
==== Pattern da replicare sempre ====
<code js>
if (isDev) {
win.loadURL('http://127.0.0.1:5173')
} else {
win.loadFile(path.join(dirname, '../dist/index.html'))
}
</code>
===== 17. Creare nuove app partendo da questa struttura =====
==== Procedura rapida ====
==== Step 1 ====
Crea il progetto
<code bash>
mkdir my-desktop-app
cd my-desktop-app
npm init -y
</code>
==== Step 2 ====
Installa dipendenze
<code bash>
npm install react react-dom
npm install -D electron electron-builder vite @vitejs/plugin-react concurrently wait-on
</code>
==== Step 3 ====
Crea cartelle
<code bash>
mkdir electron src
mkdir -p src/assets
</code>
==== Step 4 ====
Aggiungi i file minimi
* electron/main.cjs
* electron/preload.cjs
* src/main.jsx
* src/App.jsx
* index.html
* vite.config.js
==== Step 5 ====
Sostituisci package.json con il template operativo
==== Step 6 ====
Aggiungi icone reali
* src/assets/icon.png
* src/assets/icon.ico
* src/assets/icon.icns
==== Step 7 ====
Avvia in sviluppo
<code bash>
npm run dev
</code>
==== Step 8 ====
Genera il pacchetto Linux
<code bash>
npm run dist
</code>
oppure solo target Linux Debian
<code bash>
npx electron-builder –linux deb
</code>
===== 18. Verifica seria del .deb =====
Dopo la generazione del pacchetto, non fermarti alla sola presenza del file.
Controlla sempre:
==== Metadati ====
<code bash>
dpkg -I dist-electron/*.deb
</code>
==== Contenuto del pacchetto ====
<code bash>
dpkg -c dist-electron/*.deb
</code>
==== Installazione locale ====
<code bash>
sudo apt install ./dist-electron/*.deb
</code>
==== Avvio da terminale ====
<code bash>
my-desktop-app
</code>
oppure il nome eseguibile effettivo installato dal pacchetto.
==== Controlli manuali fondamentali ====
* l’app si apre
* l’icona compare nel menu
* il file .desktop è corretto
* il frontend è caricato
* le risorse extra sono leggibili
* eventuali processi backend partono davvero
* la disinstallazione non lascia stato inconsistente
===== 19. Errori tipici che rompono i .deb =====
==== Errore 1 ====
Il frontend non entra nel pacchetto
Causa comune:
* vite build non eseguito
* files incompleto
==== Errore 2 ====
L’app si installa ma apre una finestra bianca
Cause comuni:
* path di loadFile sbagliato
* dist non incluso
* asset frontend referenziati con path incompatibili
==== Errore 3 ====
L’icona non compare
Cause comuni:
* linux.icon non coerente
* chiave desktop.Icon con path sbagliato
* nome file icona diverso dal nome installato nel pacchetto
==== Errore 4 ====
Le risorse extra non si trovano dopo l’installazione
Causa comune:
* codice che usa path da sviluppo anche in produzione
* mancato uso di process.resourcesPath
==== Errore 5 ====
Il backend viene compilato ma non incluso
Causa comune:
* extraResources punta alla cartella sbagliata
* filtro troppo restrittivo
* il backend non è stato buildato prima di electron-builder
===== 20. Quando aggiungere un blocco deb dedicato =====
Per una prima build funzionante può bastare il blocco linux con target deb
Per una distribuzione più professionale conviene aggiungere anche un blocco deb separato, ad esempio per gestire meglio:
* maintainer
* priority
* package category
* dipendenze consigliate
* script post install o post remove
Schema di esempio:
<code json>
“deb”: {
“maintainer”: “Nome Cognome nome@example.com”,
“priority”: “optional”,
“packageCategory”: “office”
}
</code>
Questa è una buona estensione quando il progetto smette di essere “solo una build locale” e diventa un prodotto distribuibile.
===== 21. Esempio completo più robusto per Linux Debian =====
<code json>
“build”: {
“appId”: “com.example.myapp”,
“productName”: “MyApp”,
“directories”: {
“output”: “dist-electron”
},
“files”: [
“dist//*”,
“electron//*”
],
“extraResources”: [
{
“from”: “./runtime”,
“to”: “runtime”,
“filter”: [“/*”]
}
],
“linux”: {
“icon”: “src/assets/icon.png”,
“category”: “Office”,
“target”: [
“AppImage”,
“snap”,
“deb”
]
},
“deb”: {
“maintainer”: “Nome Cognome nome@example.com”,
“priority”: “optional”,
“packageCategory”: “office”
}
}
</code>
===== 22. Consiglio architetturale per scrivere nuovo codice =====
Se vuoi usare questa configurazione come base per nuove app npm, ti consiglio di separare sempre il progetto in tre livelli
==== Livello 1 ====
Renderer UI
Tutto ciò che è React, Vite, componenti, pagine, store e logica di presentazione
==== Livello 2 ====
Bridge
API minime esposte da al frontend
==== Livello 3 ====
Main process
Gestione finestre, file system, processi esterni, avvio backend, integrazioni desktop, notifiche, dialog, shell
==== Regola d’oro ====
Non mettere logica desktop o privilegiata direttamente nel renderer
Tieni il renderer il più possibile come una web app locale e delega al bridge solo ciò che serve davvero.
===== 23. Pattern consigliato per nuove app con backend embedded =====
Se la tua nuova applicazione deve includere un backend locale, la pipeline consigliata è questa
1. build backend
2. copia backend tra le extraResources
3. avvio backend dal main process Electron
4. il renderer comunica con il backend tramite HTTP locale o IPC strutturato
Questo pattern è particolarmente forte per:
* gestionali locali
* software offline-first
* prodotti enterprise installabili
* app con database locale
* sistemi documentali o PM tool
===== 24. Esempio di avvio backend dal main process =====
<code js>
const { spawn } = require('child_process')
const path = require('path')
const { app } = require('electron')
function getBackendPath() {
if (app.isPackaged) {
return path.join(process.resourcesPath, 'backend-libs', 'my-backend.jar')
}
return path.join(__dirname, '../../build/libs/my-backend.jar')
}
function startBackend() {
const backendPath = getBackendPath()
const child = spawn('java', ['-jar', backendPath], {
detached: false,
stdio: 'ignore'
})
return child
}
</code>
==== Nota ====
Questo pattern va adattato con logging, healthcheck, shutdown controllato e gestione errori
Però come base operativa è già utile e coerente con la configurazione studiata.
===== 25. Checklist finale prima di considerare “buona” una base template =====
==== Metadati ====
* name corretto
* productName corretto
* appId univoco
* version aggiornata
* author compilato
==== File ====
* dist//*
electron//* incluso
* icone presenti
* entrypoint Electron corretto
==== Linux Debian ====
* linux.target contiene deb
* categoria Linux coerente
* icona Linux coerente
* eventuale blocco deb presente
* eventuale chiave desktop.Icon verificata davvero
==== Runtime ====
* loadURL in sviluppo
* loadFile in produzione
* process.resourcesPath usato per risorse extra
* eventuale backend incluso davvero
==== Validazione ====
* npm run dev funziona
* npm run dist funziona
* dpkg -I ok
* dpkg -c ok
* installazione locale ok
* avvio post install ok
===== 26. Conclusione operativa =====
La configurazione analizzata è una base molto valida per creare nuove applicazioni desktop npm-based perché unisce:
* semplicità di sviluppo con Vite
* packaging serio con Electron
* distribuzione multipiattaforma con electron-builder
* supporto concreto ai pacchetti .deb
* possibilità di includere backend o asset extra nel pacchetto finale
Il vero valore di questa impostazione non è solo generare un installer, ma costruire una struttura standardizzabile per una famiglia di applicazioni desktop professionali.
Se vuoi riutilizzarla bene, non devi limitarti a copiare il package.json
Devi invece replicare consapevolmente questi principi:
* build separata tra renderer e runtime desktop
* packaging esplicito
* risorse extra gestite correttamente
* path di produzione verificati
* controllo reale del contenuto del .deb''
===== 27. Mini template finale “production-ready starter” =====
<code json>
{
“name”: “starter-desktop-app”,
“version”: “0.1.0”,
“description”: “Starter desktop app”,
“author”: {
“name”: “Your Name”,
“email”: “you@example.com”
},
“type”: “module”,
“main”: “electron/main.cjs”,
“scripts”: {
“dev”: “concurrently -k \”vite –host 127.0.0.1\“ \”wait-on http://127.0.0.1:5173 && electron .\“”,
“build”: “vite build”,
“dist”: “vite build && electron-builder”,
“dist:deb”: “vite build && electron-builder –linux deb”
},
“dependencies”: {
“react”: “^18.3.1”,
“react-dom”: “^18.3.1”
},
“devDependencies”: {
“@vitejs/plugin-react”: “^4.3.1”,
“concurrently”: “^8.2.2”,
“electron”: “^32.3.3”,
“electron-builder”: “^25.0.5”,
“vite”: “^5.4.2”,
“wait-on”: “^7.2.0”
},
“build”: {
“appId”: “com.example.starterdesktopapp”,
“productName”: “StarterDesktopApp”,
“directories”: {
“output”: “dist-electron”
},
“files”: [
“dist//*”,
“electron//*”
],
“linux”: {
“icon”: “src/assets/icon.png”,
“category”: “Office”,
“target”: [
“deb”
]
},
“deb”: {
“maintainer”: “Your Name you@example.com”,
“priority”: “optional”,
“packageCategory”: “office”
}
}
}
</code>
===== 28. Riepilogo in una frase =====
Usa questa configurazione come template per applicazioni desktop npm con Electron**, non come semplice file da copiare: è una pipeline di prodotto, non solo una dipendenza di build.
===== 29. Copyright & Release =====
Questo documento viene rilasciato con copyright © 2026 di BoostMedia APS ETS. Guida rilasciata con licenza GPL3
Per eventuali modifiche aggiungersi qui sotto con data:
Autore originale: Lorenzo DM
Release: 1.0.0
Rilasciata il: 31/03/2026